La pesca alla pedina con reti senza barca

 di Alberto Pattini 

Il diritto di pesca alla pedina (cioè con l’uso di reti) è un diritto storico sancito ancora nel 1899 con un decreto imperiale.

Nell’Ottocento il diritto di pesca sul lago spettava per 3/5 al Castello di Pergine e per 2/5 ai conti Trapp di Caldonazzo; alla fine dello stesso secolo la porzione del Castello passò ad alcuni nobili e borghesi di Pergine. Sia il Castello di Pergine ed i successivi proprietari che i conti Trapp avevano diritto di pesca con le reti all’interno del lago, diritto che spesso veniva affittato; la popolazione aveva solo la possibilità di pesca all’amo sulle rive e la diatriba tra i “rivieraschi”, cioè i censiti dei comuni di Calceranica, Ischia e Castagné ed i possessori del lago si concluse con la decisione della Suprema Corte di Giustizia di Vienna che il 6 dicembre 1899 riconosceva agli abitanti dei tre comuni il diritto di esercitare la pesca alla pedina con amo, reti e altri arnesi rimanendo lungo la riva o penetrando nel lago a piedi, senza l’uso della barca.

TAVOLARE Pervenuto 1 maggio 1902 GN. 273.
« In base all’usucapione, si intavola la servitù di dover tollerare la pesca alla pedina lungo la riva del lago e precisamente dallo sbocco della Mandoletta (part. fond. 1725/2) fino al confine del Comune di Calceranica a favore del Comune e dei Censiti di Calceranica.
https://www.facebook.com/pages/Calceranica-Poesia/1696397810618607?sk=timeline

Immagini di Alberto Pattini

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